Imprese piccole
POS per ditta individuale e artigiani
Aggiornata al settembre 2026 · a cura di Ing. Alessandro Torrente
Se lavori da solo il POS non lo redigi tu, e ti serve altro. Se hai anche un solo dipendente, un socio o un familiare che lavora, il POS serve — anche se in cantiere ci sei solo tu e anche se non c'è il PSC. Qui c'è come si distinguono i due casi, con i riferimenti di legge, e che cosa ti viene chiesto in ciascuno.

1. La domanda da cui dipende tutto
A decidere se ti serve il POS non è la forma giuridica della tua impresa, e non è il numero di addetti. È una cosa sola: in quel cantiere lavora qualcuno oltre a te?
Il Piano Operativo di Sicurezza è, per definizione di legge, «il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato» (art. 89, comma 1, lettera h, D.Lgs. 81/2008). L’obbligo di redigerlo sta nell’art. 96, comma 1, lettera g, ed è rivolto ai datori di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici.
La parte che quasi nessuno legge è l’apertura di quel comma, dove si dice che l’obbligo vale «anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti». Essere piccoli, essere l’unica impresa in cantiere, essere un’impresa familiare non toglie l’obbligo. Lo toglie soltanto il non avere lavoratori.
2. Se lavori da solo: il POS non lo redigi tu
Se nessuno lavora alle tue dipendenze, sei un lavoratore autonomo: «persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione» (art. 89, comma 1, lettera d). Non sei datore di lavoro, e il POS non è un documento che ti compete.
Questo non vuol dire che non ti chiedano nulla. L’Allegato XVII, punto 2 elenca che cosa dovrai esibire:
- iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato, con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto;
- documentazione che attesti la conformità di macchine, attrezzature e opere provvisionali;
- elenco dei dispositivi di protezione individuale in dotazione;
- attestati della tua formazione e la relativa idoneità sanitaria, dove previsti;
- documento unico di regolarità contributiva.
A questo si aggiungono gli obblighi dell’art. 21, che nomina espressamente gli artigiani: usare attrezzature e opere provvisionali che rispondano alle prescrizioni dei Titoli III e IV, munirsi di dispositivi di protezione individuale e utilizzarli, e — quando lavori in regime di appalto o subappalto — portare la tessera di riconoscimento con fotografia e generalità.
Qui sta l’errore che si vede più spesso in cantiere: il giorno in cui porti con te un aiutante non sei più un lavoratore autonomo. C’è una persona da tutelare, e da quel momento il POS serve. Vale per il dipendente assunto per una settimana, per il socio che lavora e per il familiare che ti dà una mano.
3. Se qualcuno lavora per te: il POS serve
Con un solo lavoratore sei datore di lavoro di un’impresa esecutrice, e il POS va redatto prima dell’inizio dei lavori, per quel cantiere. Non esiste una soglia di addetti sotto la quale l’obbligo sparisce, e non esiste un POS «semplificato» previsto dalla legge per le imprese piccole.
Sul punto è utile sapere che cosa si rischia, perché è scritto e non è generico. L’art. 159, comma 1 punisce la mancata redazione del POS con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro. E prevede un’ ipotesi a sé, che riguarda da vicino chi scarica un modello e lo riempie: se il POS è redatto in assenza di uno o più degli elementi dell’Allegato XV, l’ammenda va da 2.847,69 a 5.695,36 euro. Un POS incompleto non è equivalente a nessun POS: è una fattispecie sanzionata per conto suo.
Chi sono i soggetti coinvolti, entro quando si consegna e a chi, sta nella guida chi deve fare il POS e quando serve.
4. Un cantiere piccolo non fa un POS leggero
È la confusione più comune fra gli artigiani, ed è comprensibile: se il lavoro è piccolo, sembra logico che il documento sia una formalità. Ma i contenuti minimi del POS sono fissati dall’Allegato XV, punto 3.2 e sono gli stessi per un’impresa con due addetti e per una con duecento: dati dell’impresa e del cantiere, mansioni, lavorazioni con la valutazione dei rischi, attrezzature, dispositivi di protezione, procedure di emergenza.
Quello che cambia davvero è il contenuto, non la completezza. Un’impresa che fa rifacimenti di bagni ha tre o quattro lavorazioni, non trenta: il suo POS è più corto perché il suo cantiere è più semplice, non perché le si chiede di meno. Un documento corto e vero regge; un documento lungo copiato da un altro cantiere no — ed è esattamente quello che il coordinatore rimanda indietro. Le sezioni, una per una, sono descritte in cosa deve contenere un POS.
5. Se preferisci farlo fare
LAMPOS redige il POS partendo dal PSC quando c’è — e quando non c’è, che per una ditta individuale è il caso più frequente, dal computo metrico o dal preventivo dei lavori — dai dati della tua impresa e dalle lavorazioni che eseguirai davvero, con la verifica di un ingegnere prima della consegna: 149,00 € per cantiere, bozza in 30–60 minuti dalla ricezione dei documenti completi. Nessun abbonamento: si paga a cantiere. La prima richiesta di integrazione del coordinatore è compresa; varianti, revisioni del PSC e aggiornamenti successivi si quotano a parte, sempre prima di iniziare.
Se invece un POS ce l’hai già e vuoi solo sapere se regge, puoi farlo controllare gratis: si carica il PDF e in un minuto sai quali contenuti obbligatori dell’Allegato XV non ci sono. Nessuna registrazione, e il file non viene conservato.
6. Se fai impianti
Se la tua è un’impresa idraulica o impiantistica, le lavorazioni da mettere nel POS sono diverse da quelle di un’impresa edile e ci sono due punti che i modelli generici sbagliano quasi sempre: le abbiamo raccolte in una pagina a parte.
7. Domande frequenti
Ho una ditta individuale senza dipendenti: devo fare il POS?
No. Senza lavoratori alle tue dipendenze non sei datore di lavoro, e il POS è il documento che l'art. 96, comma 1, lettera g) del D.Lgs. 81/2008 mette in capo al datore di lavoro dell'impresa esecutrice. Sei un lavoratore autonomo ai sensi dell'art. 89, comma 1, lettera d). Ti verrà però chiesta la documentazione dell'Allegato XVII, punto 2, e restano gli obblighi dell'art. 21.
Sono un artigiano e ho un solo operaio: serve lo stesso?
Sì. Basta un lavoratore perché tu sia datore di lavoro di un'impresa esecutrice. L'art. 96, comma 1 lo dice espressamente: l'obbligo vale «anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti». Non esiste una soglia minima di addetti sotto la quale il POS non serve.
In cantiere c'è solo la mia impresa e non c'è nessun PSC: il POS serve?
Sì. Il POS non dipende dall'esistenza del Piano di Sicurezza e Coordinamento: è un obbligo autonomo del datore di lavoro dell'impresa esecutrice. Quando il PSC c'è, il POS gli si raccorda; quando non c'è, il POS resta l'unico documento che descrive come lavori in quel cantiere.
Mi hanno chiesto il POS ma lavoro davvero da solo. Che cosa rispondo?
Che sei lavoratore autonomo e che il POS non è un documento che ti compete, allegando quello che invece ti compete: l'elenco dell'Allegato XVII, punto 2. Scrivere un POS quando non sei datore di lavoro non ti mette più al sicuro: ti fa dichiarare di avere lavoratori che non hai.
Il familiare che mi aiuta ogni tanto conta come lavoratore?
Se presta la sua attività in cantiere, sì: c'è una persona da tutelare, e il POS serve. La valutazione va fatta sul caso concreto, perché contano i modi reali con cui quella persona lavora, non l'inquadramento sulla carta.
Quanto costa il POS per una ditta individuale o artigiana?
Qui 149,00 € per cantiere, lo stesso prezzo di qualunque altra impresa: il documento è unico per cantiere e il prezzo non cambia con la dimensione. Bozza in 30-60 minuti dalla ricezione dei documenti completi, con verifica di un ingegnere prima della consegna.
Il POS lo può firmare il tecnico che lo scrive?
No. Il POS è adottato e firmato dal datore di lavoro dell'impresa esecutrice, che ne resta responsabile. Un tecnico può redigerlo, ma la firma e la responsabilità restano dell'impresa: è il motivo per cui il documento deve descrivere il tuo cantiere per davvero.
8. Da leggere anche
- Come funziona la redazione del POS online — il procedimento, passo per passo.
- Un POS di esempio — il documento intero, da sfogliare prima di decidere.
- Tutte le guide sul POS — l’indice completo, in ordine.
Ti serve il POS di un cantiere?
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Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce la valutazione del caso concreto. Il POS è adottato e firmato dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, che ne resta responsabile.
