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POS urgente: come averlo in giornata, e quando è davvero possibile

Aggiornata al settembre 2026 · a cura di Ing. Alessandro Torrente

Il coordinatore ti ha chiesto il POS e in cantiere devi entrare domani. Qui c'è quanto tempo serve davvero, che cosa devi avere pronto perché i tempi si accorcino, e le due cose che nessuna urgenza può cambiare.

Un uomo con le mani fra i capelli davanti a dei fogli; un collega gli mostra sullo schermo del telefono la pagina per richiedere il POS
La richiesta arriva quasi sempre lo stesso giorno in cui il cantiere deve aprire.

1. La situazione, detta com’è

Quasi sempre la telefonata è la stessa. L’impresa ha preso il lavoro, il cantiere apre lunedì, e venerdì pomeriggio il coordinatore per la sicurezza scrive: «mandami il POS, senza quello non entrate». Il documento non c’è, il tecnico di fiducia è in ferie, e il tempo per farlo non c’è mai stato.

Non è un caso raro ed è la ragione per cui esiste questo servizio. La risposta seria non è «te lo mando in cinque minuti»: è dirti quanto tempo serve davvero e da cosa dipende, così puoi organizzarti invece di sperare.

2. Quanto ci vuole, e da cosa dipende

Il tempo di redazione non dipende dalla fretta di chi chiede: dipende da quanto è completo quello che arriva. Con i documenti completi il POS è pronto in 30–60 minuti dalla ricezione, tutti i giorni dalle 9 alle 19. Ecco cosa sposta l’ago, in un senso e nell’altro.

SituazioneEffetto sui tempi
PSC del cantiere disponibile e leggibileIl caso più rapido: le lavorazioni e i rischi si ricavano da lì
PSC assente (impresa unica), con computo metrico o preventivo dei lavoriTempi pieni: 30–60 minuti
PSC scansionato come immagine, senza testoVa letto a mano: ti avvisiamo subito e chiediamo il file originale
Lavorazioni generiche o incompleteSi allunga: ti chiediamo il dettaglio prima di scrivere
Richiesta arrivata fuori orarioSi lavora dalla riapertura, alle 9:00

Nessuno che lavori seriamente può promettere un tempo fisso a scatola chiusa: se qualcuno te lo promette senza aver visto un solo documento, ti sta promettendo un modello precompilato con dentro il nome della tua impresa.

3. Cosa avere pronto, adesso

Se hai fretta, questa è la lista che accorcia i tempi più di qualsiasi altra cosa. Raccogli tutto prima di aprire il modulo, non dopo:

4. Le due cose che l’urgenza non cambia

La prima: il POS deve essere del tuo cantiere. L’Allegato XV punto 3.2 del D.Lgs. 81/2008 chiede le lavorazioni, i rischi, i DPI e le misure di quel cantiere lì. Un documento generico con il nome dell’impresa in copertina non è un POS: il coordinatore se ne accorge alla prima lettura e te lo rimanda indietro — e a quel punto hai perso i due giorni che volevi risparmiare.

La seconda: lo firmi tu. Il POS è adottato e firmato dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, che ne risponde. Chi lo redige — noi, un consulente, un software — dà supporto tecnico. Nessuno può prendersi quella responsabilità al posto tuo, e chi lascia intendere il contrario ti sta raccontando una cosa che non esiste.

5. Come funziona qui

Tre passaggi, tutti online, senza telefonate obbligatorie e senza software da imparare:

149 € per cantiere, tutto compreso, verifica tecnica inclusa. Il pagamento viene autorizzato quando invii la richiesta e addebitato solo quando il POS è pronto: se non riusciamo a farlo, non paghi.

6. Domande frequenti

Quanto ci vuole davvero per avere un POS?

Con i documenti completi, LAMPOS consegna il Piano Operativo di Sicurezza in 30–60 minuti dalla ricezione, negli orari di lavoro (tutti i giorni, 9:00–19:00). Se manca un documento o il cantiere richiede approfondimenti, il tempo si allunga: è il caso in cui ti avvisiamo invece di consegnarti un documento generico.

Che cosa devo avere pronto per fare presto?

Il PSC del cantiere se il coordinatore te l'ha trasmesso — se non c'è, il computo metrico o il preventivo dei lavori, che bastano — i dati dell'impresa (ragione sociale, P.IVA, sede, datore di lavoro), l'elenco delle lavorazioni che eseguirai, i nominativi dei lavoratori impiegati e l'elenco di macchine e attrezzature. Se il PSC c'è, quello da solo copre gran parte del resto.

Posso avere il POS senza il PSC?

Sì. Il PSC esiste solo quando in cantiere opera più di un'impresa (art. 90 c. 3 del D.Lgs. 81/2008): in molti cantieri non c'è, e il POS va fatto lo stesso. In quel caso le lavorazioni si ricavano dal computo metrico o dal preventivo dei lavori: allega quello e basta. Se non hai né l'uno né l'altro va bene anche l'elenco delle lavorazioni che eseguirai, purché indicate con precisione.

Un POS urgente è un POS fatto peggio?

Non deve esserlo. La velocità viene dall'organizzazione — un percorso guidato che raccoglie subito i dati giusti — non dal saltare passaggi: il documento è comunque riferito a quella impresa e a quel cantiere e viene verificato da un ingegnere prima della consegna. Un POS generico scaricato da un modello è veloce e inutile: il coordinatore lo respinge.

Chi firma il POS?

Lo adotta e lo firma il datore di lavoro dell'impresa esecutrice (art. 96 c. 1 lett. g del D.Lgs. 81/2008), che ne resta responsabile. Chi lo redige fornisce supporto tecnico: nessun servizio e nessun software può assumersi quella responsabilità al posto suo.

7. Da leggere anche

Ti serve il POS di un cantiere?

LAMPOS lo costruisce sulle lavorazioni del tuo cantiere e lo fa verificare da un ingegnere prima della consegna. Pronto in 30–60 minuti, 149 € per cantiere.

Oppure, se un POS ce l’hai già: controlla gratis cosa gli manca.

Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce la valutazione del caso concreto. Il POS è adottato e firmato dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, che ne resta responsabile.